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E' basilare far comprendere al vostro amico che “ritornare” significa stare bene, il cane che viene sollecitato a ritornare verrà se assocerà il ritorno ad una cosa positiva. Le varie tecniche da usare per insegnare il richiamo dovranno essere rigorosamente non coercitive.
Un ottimo sistema per insegnare al vostro cucciolo:
Lasciate andare il cucciolo in un ambiente e, fino a che esplorerà intorno a voi seguitelo con lo sguardo, fino a che non noterete che avrà perso l'interesse di annusare qua e là.... a quel punto
è arrivata l'ora di richiamarne l'attenzione, con tono di voce positivo e richiamando anche l'attenzione battendo le mani per incitarlo chiamatelo con il suo nome e appena arriverà da voi, dategli un boccone appetitoso, elargitegli molti complimenti e a quel punto cambiate posto spostandovi e poco dopo richiamatelo ancora...quando ritornerà premiatelo ancora con un gustoso boccone. Ripetete questo esercizio per alcune volte durante ogni passeggiata, fino che lui non perderà l'interesse di farlo.
Importantissimo non fate mai questo tipo di addestramento alla presenza di altri cani che possano distrarlo, cominciate sempre in posti dove liberi da distrazioni varie, che però lui conosce bene, il bocconcino premio deve essere dato immediatamente appena il cane vi ha raggiunto.
Se il cucciolo “collabora” è giunta l'ora di aumentare la difficoltà...portatelo in ambienti poco conosciuti e frequentati da altri cani.
Non usate mai il comando “vieni” e subito dopo rientrate in macchina, casa, od essere legato al guinzaglio, il “vieni” va associato sempre a qualcosa di positivo. Se “vieni” per lui significa “vieni in casa” o “vieni legato” o “il gioco è finito” presto il vostro lavoro sarà perduto... “vieni” deve voler dire “giochiamo insieme” o “vieni c'è qua un bocconcino appetitoso per te” dopo un po di gioco, se sarà giunta l'ora di ritornare a casa, mettete il guinzaglio al momento in cui il cane vi è vicino e si sta preoccupando di altre cose, cioè quando la sua attenzione non è su di voi (magari mentre annusa l'erba o se ne sta sdraiato nel prato senza prendersi cura di niente)
il comando “vieni” una volta imparato non va ripetuto di continuo, non ripetetelo decine di volte quando uscite con il vostro cane o a lungo perderà la sua efficacia.
Questo non vuol dire però che il richiamo non possa essere utilizzato durante i momenti di
gioco, anzi questo potrebbe essere un esercizio utilizzato al fine di aumentare il controllo sul cane. L’importante è concedergli la possibilità di giocare e divertirsi, ordinandogli “vieni” durante una pausa di gioco per poi concedergli di riprenderla. In questo maniera non rischiate di fargli associare
il comando alla fine dello spasso. Questo però è un livello più avanzato, da mettere in atto solo quando il cane risponde molto bene al richiamo in assenza di distrazioni. Anche se sembrerà inutile, voglio ricordare che il “vieni” si utilizza solo quando serve. È assolutamente inutile e controproducente richiamare il cane molte di volte al giorno per “testarne”
la sua obbedienza. Un tale comportamento avrà solo come risultato di provocarne l'assuefazione,
con la conseguenza di peggiorarne le prestazioni. Bisogna inoltre precisare che, se in una fase
iniziale dell'addestramento la ricompensa (rinforzo positivo) dovrà essere data tutte le volte, a risultato consolidato è necessario continuare a lodare il cane con un bravo! riducendo gradatamente il premio fino a darlo ogni tanto (rinforzo variabile o intermittente), secondo uno schema casuale.
Dato che ogni volta potrebbe essere quella in cui potrebbe ricevere il premio, il cane manterrà viva l’attenzione e la motivazione.
Si possono vedere scene in cui il cane prosegue tranquillamente nella sua attività,
non curandosi affatto delle urla del padrone che lo aspetta per proseguire nei suoi giochi. Chiamandolo ripetutamente indurrà il cane a restare dove si trova. L’animale, infatti,
impara brevemente che finché sente la voce del padrone non ha nessun motivo per temere di
perderlo, può tranquillamente continuare a divertirsi fino a che non decide di sua iniziativa che è arrivato il momento di andare. Se invece mentre passeggiate doserete i vostri richiami, cambiando spesso itinerario, il cane sarà costretto a controllare la vostra posizione, mantenendo una distanza più ravvicinata. I cuccioli in particolare, dato che sono fortemente legati al loro padrone, stanno molto attenti a non perderlo di vista. Il cucciolone è attirato da tutto quello che lo circonda e quasi sempre fa orecchie da mercante, se si allontana troppo mettendolo a rischio, non rimproveratelo al suo ritorno, affinché la sua punizione sia compresa bisogna che sia il proprietario a recuperare il cane per rimproverarlo con un NO secco e deciso ponendo fine alla passeggiata.
Il richiamo in sintesi:
con il cucciolo di pochi mesi in casa o in un giardino recintato, chiamatelo con gioia e premiatelo con tante coccole e appetitosi premietti quandi vi corre incontro.
Fate ripetere l’esercizio solo 2 o 3 volte per volta.
Il premio deve essere dato sempre, e per i primi tempi, tutte le volte che il cucciolo obbedisce.
Utilizzare sempre le stesse parole, nome del cane + vieni. “Vieni” e “qui” non sono la
stessa cosa ad esempio.
Utilizzate il guinzaglio aumentando piano piano le distrazioni, non strattonate il cane
per costringerlo ad obbedire.
Non utilizzate il richiamo se ciò vuol dire interrompere il gioco, l’associazione al richiamo
deve essere sempre positiva.
Se il cane non risponde ai richiami, non commettete mai l’errore di rimproverarlo al suo arrivo, assocerebbe il comando alla punizione. Se non ritorna dovrà essere il proprietario ad andare a prenderlo rimproverandolo con un NO DECISO.
Non insistete troppo con i richiami, o presto non vi ascolterà più, insegnategli invece a seguirvi con gioia passeggiandogli accanto in silenzio e cambiando spesso percorso.

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